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QE o non QE?

6 luglio 2012

La Bce ieri ha ridotto il tasso di riferimento di 25bp portandolo allo 0,75% nuovo minimo
storico: si tratta del terzo movimento al ribasso da parte della Banca Centrale europea a
guida Draghi. Contestualmente sono stati ridotti i tassi sui depositi (allo zero) ed il tasso
sui prestiti (all’1,50%). Il mancato riferimento ad ulteriori iniezioni di liquidità e le
indicazioni di un ruolo non bancario per l’Esm hanno prodotto una reazione negativa sul
mercato con un calo della divisa unica verso le principali valute: il cross Eur/Usd scende
sotto 1,24 punti. In ribasso gli indici azionari mentre tornano ad allargarsi i differenziali di
rendimento tra Germania e Paesi Ue. La Banca d’Inghilterra ha confermato la
prosecuzione della propria politica monetaria espansiva: ha aumentato a 375mld di
sterline (+50 mld) il programma di acquisto di asset sul mercato secondario. Anche la
Banca cinese ha ridotto i tassi per la seconda volta in due mesi: il tasso sui prestiti è
sceso al 6,0% (-31bp) e quello sui depositi al 3,0% (-25bp). Oggi attesa per i nuovi
occupati Usa: ieri il dato Adp del settore privato ha visto una crescita di 176mila unità.

L’EUROPA UNITA ESISTE ANCORA? ANALISI DELLA CRISI E SUE IMPLICAZIONI

14 febbraio 2012

Nella prima fase (7 lug – 3 ott 2011) si sono intensificate le preoccupazioni dei mercati in merito alla  crescita e al rischio. La situazione italiana ha amplificato i timori sulla situazione europea, mentre diversi dati macro deboli combinati con le minacce di inasprimenti fiscali negli Stati Uniti a seguito della crisi del debito pubblico e la debolezza dell’area euro hanno sollevato timori per una possibile recessione. Entrambi i fattori sul grafico evidenziano una forte discesa congiunta in quel periodo. In tale fase i prezzi azionari globali sono generalmente scesi, ma i cali maggiori si sono materializzati sugli indici più sensibili alla crescita e sui mercati emergenti, come pure su diversi indici europei. Diversi titoli finanziari americani in questa fase hanno mostrato una reattività del tutto inattesa nei confronti del rischio crescita.

Nella seconda fase (3 ott – 25 nov) sono sorti problemi di finanziamento europei, a fronte della stabilizzazione della crescita negli USA. In questa fase ha cominciato a mostrarsi la separazione tra l’assestamento del rischio europeo e il suo impatto sul resto del mondo. All’inizio di ottobre i dati americani hanno cominciato a migliorare sensibilmente, mentre i rischi europei si sono intensificati, con le pressioni sul finanziamento sempre in peggioramento. La percezione del rischio Europa è cresciuta in modo marcato, ma le aspettative in materia di crescita si sono stabilizzate. I vari mercati hanno cominciato a mostrare comportamenti divergenti.

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S&P500 RIMBALZA DEL 4,8%…UNA BOCCATA D’OSSIGENO!

9 agosto 2011

Dopo i recenti cali e alcuni indicatori in ipervenduto (panic selling sul dax spinto fino a -8% oggi e volatilita’ eccezionale) siamo pronti al rimbalzo su tutte le asset class rischiose perche’ la FED manterra’ tassi a 0 fino  a meta’ 2013 e interverra’ ancora per stimolare l’economia in chiaro rallentamento. Come ampiamente previsto, la Federal Reserve, al termine della riunione del Fomc (il braccio di politica monetaria della Banca Centrale), ha deciso di lasciare i tassi di interesse a un range tra lo 0 e lo 0,25%, il minimo storico a cui erano stati portati nel dicembre 2008. La decisione non è stata unanime: 7 governatori a favore e 3 contrari. Leggi tutto…

Rendimenti al 6% per il nostro BTP…e siamo solo all’inizio!

14 luglio 2011

 Il Tesoro ha collocato in asta il Btp a 15 anni ad un tasso del 5,90%, massimo dal lancio dell’euro. La domanda e’ stata pari a 2,6 miliardi contro 1,72 miliardi offerti. Il cinque anni e’ stato venduto al 4,93%, massimo da giugno 2008, con una domanda quasi doppia rispetto agli 1,25 miliardi offerti. Il Tesoro ha venduto complessivamente 4,966 miliardi di Btp nell’asta di oggi, in buona tenuta ma al di sotto dell’obiettivo massimo fissato. In base ai dati comunicati dalla Banca d’Italia e’ buona la domanda sul Btp quinquennale con scadenza aprile 2016, venduto per tutti gli 1,25 miliardi offerti, massimo della forchetta, a fronte di una domanda pari a 2,414 miliardi. Il Btp quindicennale marzo 2026 e’ stato invece venduto per 1,716 miliardi di euro (2,553 l’ammontare massimo richiesto): il Tesoro puntava a vendere fra 750 milioni e 1,75 miliardi. Il Btp febbraio 2017 e’ stato venduto per 763,4 milioni contro una richiesta pari a 1,747 miliardi ma al di sotto dell’importo massimo offerto, pari a due miliardi. Il Btp agosto 2023, offerto sempre per due miliardi massimi, e’ stato venduto per 1,237 miliardi contro 1,857 miliardi richiesti dagli investitori. 

IL PUNTO

6 luglio 2011

Euro debole, nella seduta di ieri, appesantito dai timori per la difficile soluzione della crisi greca ed al declassamento annunciato da Moody’s dei titoli portoghesi. In calo dunque la quotazione contro il dollaro (stamane è sotto 1,44), lo yen (a 116,37), la sterlina inglese ed il franco svizzero. In discesa anche il cross dollaro/yen a 80,88. Intanto, cresce l’attesa per la riunione di domani della Bce. Il mercato si attende un rialzo del costo del denaro da 1,25% a 1,5%. Nei giorni scorsi Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, ha ribadito la “forte vigilanza” sui prezzi da parte dell’istituto di Francoforte.

UNA CRISI MAL GESTITA

24 giugno 2011

Fra pochi giorni (28 giugno), il parlamento greco è chiamato ad esprimersi sul piano di aggiustamento fiscale e di privatizzazioni concordato con la “troika” (Fmi, Commissione UE e Bce) durante l’ultima missione ad Atene. Il passaggio parlamentare è cruciale per l’erogazione della quinta tranche di finanziamenti prevista dal piano di assistenza concordato l’anno scorso, come si legge nel comunicato finale del vertice dei ministri finanziari della zona euro del 20 giugno. Questa minaccia mette l’Europa in un vicolo cieco. Leggi tutto…

Proteggete i portafogli: Jim Rogers sulla crisi greca

21 giugno 2011